Il manuale teorico L’AI come alleato creativo in 32 capitoli numerati, dalla logica del rumore alle responsabilità legali di ciò che si genera. L’indice qui sotto li elenca in ordine di lettura.
Sommario
- 1.0 Introduzione: l’AI non è un reparto nuovo
- 1.1 Simula, non ragiona
- 1.2 Chi comanda: tu
- 1.3 Cos’è il controllo, e perché è la sola cosa che conta
- 2.0 Per generare un’immagine si parte dal rumore
- 2.1 Lo spazio latente[1]: la mappa dove abita ogni immagine
- 2.2 Perché le parole spostano i pixel[2]
- 2.3 Cosa il modello ha imparato dal cinema, e cosa gli attribuiamo noi
- 2.4 Il bias del bello[3]
- 3.0 L’immagine si costruisce un mattone alla volta
- 3.1 Il prompt[4] come ordine di servizio[5]
- 3.2 Farsi scrivere il prompt
- 3.3 Il condizionamento strutturale[6]: cosa vuol dire imporre una geometria
- 3.4 Le condizioni che si possono imporre, una per una
- 3.5 La reference[7] vale più di mille parole
- 3.6 Il seed[8] e la riproducibilità[9]
- 3.7 L’iterazione[10] come metodo, non come accanimento
- 4.0 A ogni generazione ricomincia da zero
- 4.1 Tenere un volto
- 4.2 Tenere un luogo, e la luce che ci sta dentro
- 4.3 Dall’immagine al movimento
- 4.4 Il fotogramma d’inizio e quello di fine
- 4.5 Nascondere ciò che non regge
- 5.0 Guardare l’immagine con l’occhio dell’esperto
- 5.1 Misurare invece di discutere
- 5.2 Quando si rigenera e quando si rifà da zero
- 6.0 Cosa dice la legge italiana su ciò che generi
- 6.1 Cosa dice la legge americana su ciò che generi
- 6.2 Trasparenza strategica, dagli obblighi europei alla fiducia professionale
- 6.3 Firmare ciò che si produce
- 6.4 Volti e voci di persone reali
- 6.5 Dove finisce il valore
Una rappresentazione numerica più piccola dell'immagine. Il generatore modifica questa rappresentazione mentre riduce il rumore, poi un decodificatore la riporta in pixel. Non è uno spazio visibile sullo schermo.
Acronimo di Picture Element. È il più piccolo elemento puntiforme che compone un'immagine digitale, caratterizzato da un proprio colore e luminosità. Milioni di pixel disposti su una griglia formano l'immagine che vediamo su uno schermo.
La tendenza a rendere un risultato più gradevole secondo le regolarità apprese dal modello. Può attenuare una scelta ruvida, strana o poco convenzionale richiesta dalla scena. Per contrastarlo servono indicazioni visive e vincoli chiari.
Il comando, o la richiesta (scritta in linguaggio naturale), che un utente fornisce a un modello di intelligenza artificiale generativa per istruirlo sul contenuto che deve creare (es. "genera un'inquadratura grandangolare di una foresta al tramonto con stile anamorfico").
Un modo di organizzare un prompt come un incarico operativo. Specifica ruolo o registro, risultato richiesto, contesto, vincoli e forma di consegna. Serve a rendere riconoscibili le priorità della richiesta.



