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3.2 Farsi scrivere il prompt

la stessa richiesta in tre righe e dopo un giro di domande, con i risultati a confronto
Figura 3.2 · la stessa richiesta in tre righe e dopo un giro di domande, con i risultati a confronto

Esiste una mossa che sembra un trucco e invece è metodo: chiedere al modello di scrivere il prompt[1], invece di scriverlo. Nella forma più semplice si dice allo strumento cosa si vuole ottenere in linguaggio ordinario, e gli si chiede di produrre l’istruzione tecnica corrispondente, e prima di produrla, di fare le domande che gli servono.

Il valore non sta nel testo che ne esce. Sta nelle domande. Quando un sistema ti chiede in che rapporto sta la camera col soggetto[2], o se il muro è intonacato o a vista, o che ora del giorno è, ti sta mostrando l’elenco delle cose che avresti lasciato decidere a lui. Quell’elenco è la parte utile: la si può usare anche senza far scrivere niente a nessuno, come lista di controllo prima di generare.

C’è anche una ragione più tecnica, e viene dagli studi sui contesti lunghi. Quando un compito complesso viene scomposto (recupero delle informazioni, selezione, ragionamento come passaggi distinti), i sistemi lavorano meglio che quando gli si consegna tutto insieme e si spera. La ricerca su questo propone soluzioni addestrate, non una tecnica di scrittura; ma il principio si trasferisce al modo in cui organizziamo il lavoro, e cioè: una domanda per volta batte una richiesta totale[3].

Le tre forme di questa mossa che uso più spesso:

  • Far generare le domande, non le risposte. «Cosa ti serve sapere per costruire questa immagine?» produce più valore di qualsiasi richiesta diretta.
  • Far scrivere la versione tecnica di un’intenzione, poi correggerla a mano: il modello conosce le formule, tu conosci la scena[4].
  • Far elencare cosa ha dato per scontato dopo una generazione andata male. È il modo più rapido per trovare il vincolo[5] che mancava.

L’uso sbagliato, che vale segnalare: prendere il prompt generato e lanciarlo senza leggerlo. Contiene sempre due o tre decisioni che non sono tue, e sono esattamente quelle che poi non capirai perché il risultato non ti somiglia.


Come è nata la figura

Nano Banana Pro, 2K, 16:9[6]. Serie di 2 riquadri generati separatamente, senza incatenarli l’uno all’altro: la differenza fra loro è ciò che la figura mostra. Come immagine di riferimento è stato usato il ritratto del personaggio Matteo.

Prompt del riquadro 1 (la richiesta grezza), in inglese come è stato inviato al modello:

Il prompt

A man with dark curls and a beard sits on the back of a van in a courtyard in the evening.

Prompt del riquadro 2 (dopo un giro di domande), in inglese come è stato inviato al modello:

A man of thirty-five with a full mass of dark curls and a short full beard, rust-coloured overshirt over a white t-shirt sits on the tailgate of a parked van in a courtyard at dusk. Editorial documentary finish, natural contrast. The courtyard is a working yard with a loading bay and a hose coiled on the wall, the hour is the ten minutes after sunset with the sky still bright and the ground already dark, he leans forward with his forearms on his knees and a folded call sheet in one hand, and the van's interior light is the only warm source.

Glossario
1. ↑ prompt.

Il comando, o la richiesta (scritta in linguaggio naturale), che un utente fornisce a un modello di intelligenza artificiale generativa per istruirlo sul contenuto che deve creare (es. "genera un'inquadratura grandangolare di una foresta al tramonto con stile anamorfico").

2. ↑ soggetto.

Un breve testo che riassume l'idea centrale e la trama di un film. Descrive in sintesi i personaggi, l'ambientazione, il conflitto principale e l'evoluzione della storia. Serve a presentare il nucleo narrativo a produttori e registi, fornendo la base da cui si svilupperanno successivamente il trattamento e la sceneggiatura definitiva.

3. ↑ totale.

Inquadratura (spesso utilizzata per gli interni, equivalente del "campo lungo" per gli esterni) che mostra l'interezza di un ambiente (es. una stanza) e la totalità dei personaggi presenti al suo interno. La sua funzione primaria è descrittiva e orientativa : stabilisce la geografia della scena, la posizione reciproca dei personaggi e le loro relazioni spaziali prima di passare a inquadrature più strette.

4. ↑ scena.

Unità narrativa fondamentale del film che si svolge in un unico luogo e in un tempo continuo; ogni cambiamento di location o di tempo richiede la creazione di una nuova scena (e relativa intestazione).

5. ↑ vincolo.

Indica una cosa che deve restare in un certo modo, per esempio una posa, una disposizione o un'immagine di riferimento. Serve a spostare il risultato verso una scelta precisa invece di affidarla alla descrizione libera. Può essere scritto nel prompt o fornito come materiale visivo.

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