6.1 Cosa dice la legge americana su ciò che generi

di Luca Desiderato

la copertina di un fumetto con quali parti sono state registrate e quali escluse
Figura 6.1 · la copertina di un fumetto con quali parti sono state registrate e quali escluse

La frase «tanto è di tutti» non è nata dal nulla: viene dagli Stati Uniti, dove l’ufficio che si occupa di registrazione delle opere ha preso posizione prima e più esplicitamente che altrove. Vale la pena sapere cosa ha detto davvero, perché è meno drastico di come viene raccontato, e perché non riguarda l’Italia, che ha una regola propria e diversa, vista nel capitolo 6.0.

L’ufficio statunitense afferma che il diritto d’autore protegge l’espressione originale in un’opera creata da un autore umano anche se l’opera contiene materiale generato dall’AI, e che non si estende al materiale puramente generato o a quello in cui il controllo umano sugli elementi espressivi è insufficiente. Aggiunge che gli autori umani hanno diritto sulle proprie opere percepibili negli output[4] generati, e sulla selezione, il coordinamento e la disposizione creativi del materiale, oltre che sulle modifiche creative. Sui prompt[5] la posizione è netta ma qualificata: allo stato dell’attuale tecnologia generalmente disponibile, i soli prompt non danno un controllo umano sufficiente a rendere l’utente autore dell’output. Quel allo stato dell’attuale tecnologia fa parte della conclusione: non è una legge di natura.

Il caso da cui è partita questa linea è Zarya of the Dawn, un fumetto di diciotto pagine che Kristina Kashtanova registrò il 15 settembre 2022 dichiarandosi autrice, senza indicare l’uso dell’intelligenza artificiale né escludere alcuna parte dell’opera. Quando l’Ufficio venne a sapere, da suoi post pubblici, che le immagini erano state ottenute con Midjourney, riaprì la pratica. Con la lettera del 21 febbraio 2023 stabilì che quelle immagini non erano opera d’autore: i prompt potevano influenzare il risultato ma non lo dettavano, più suggerimenti che ordini, e senza quel controllo non c’è autore. La registrazione originaria, concessa su informazioni inesatte e incomplete, fu cancellata e sostituita da una più stretta, con la stessa data di decorrenza. Restano protetti il testo e la selezione, il coordinamento e la disposizione di testo e immagini: il lavoro di composizione[2] del libro, non le immagini generate.

C’è anche una conseguenza pratica per chi lavora con committenti stranieri, e non è teorica. Se un cliente statunitense chiede l’esclusiva su un materiale generato, quella esclusiva non gliela dà il file: gliela danno gli elementi umani che vi sono dentro e attorno, la selezione, la disposizione, le modifiche, il montaggio[3]. Consegnare una generazione grezza significa consegnare qualcosa su cui il cliente ha meno diritti di quanto crede, e quel malinteso è meglio scioglierlo in fase di contratto che dopo.

Le tre cose da portarsi via, per chi lavora anche fuori dall’Italia:

  • «Non proteggibile» non significa «di tutti». Sono due affermazioni diverse, e la seconda non segue dalla prima.
  • Il perimetro è nazionale. Un orientamento statunitense non dice nulla su cosa sia protetto in Italia, e viceversa.
  • La direzione converge dove conta. Ordinamenti diversi arrivano allo stesso punto pratico: rileva quello che ha fatto la persona, non quello che ha fatto la macchina.

Come è nata la figura

Nano Banana Pro, 2K, 16:9[6]. Un’unica immagine generata. Nessuna immagine di riferimento.

Prompt, in inglese come è stato inviato al modello:

Il prompt

A single printed comic page lying flat on a plain table, seen from directly above: six panels in a regular grid telling a wordless scene of a traveller arriving in a strange landscape, drawn in a painterly full-colour style, with a hand-lettered title across the top panel and two captions in legible invented text at the bottom. The page is clean, with a narrow white border and a small printed page number. Cool even light, sharp paper edges. A printed artefact photographed for a practical film manual.

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Questo capitolo ha finalità divulgativa e non costituisce parere legale. Riferimenti: U.S. Copyright Office, «Copyright and Artificial Intelligence[1], Part 2: Copyrightability», gennaio 2025; decisione «Zarya of the Dawn», 21 febbraio 2023. Ordinamento statunitense. Verificati sui documenti originali il 26 agosto 2026.

Glossario
1. ↑ IA ( Artificial Intelligence )

Acronimo di Intelligenza Artificiale. Un campo dell'informatica che sviluppa sistemi (algoritmi) in grado di eseguire compiti che normalmente richiederebbero l'intelligenza umana, come il riconoscimento visivo, l'analisi del linguaggio e il processo decisionale. Nella cinematografia, emerge come strumento di assistenza (autofocus), automazione (color grading) e generazione (text-to-video).

2. ↑ composizione.

L'arte e la tecnica di disporre gli elementi visivi (soggetti, oggetti, luci, ombre) all'interno del frame (l'inquadratura). Serve a guidare lo sguardo dello spettatore verso i punti di interesse, a creare equilibrio (o squilibrio) e a sottolineare le relazioni narrative.

3. ↑ montaggio.

Processo di post-produzione in cui le singole inquadrature (shot) girate sul set vengono selezionate, tagliate e ordinate in una sequenza specifica per costruire le scene e narrare la storia. Il montaggio definisce il ritmo, la continuità e la struttura narrativa del film.

4. ↑ output.

Ciò che esce dal sistema dopo una generazione. Può essere un'immagine, un video, un testo o un altro file. Nel lavoro audiovisivo va verificato e, quando serve, accompagnato dalle informazioni sulla sua provenienza.

5. ↑ prompt.

Il comando, o la richiesta (scritta in linguaggio naturale), che un utente fornisce a un modello di intelligenza artificiale generativa per istruirlo sul contenuto che deve creare (es. "genera un'inquadratura grandangolare di una foresta al tramonto con stile anamorfico").



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