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2.1 Elementi Fondamentali dell’Inquadratura

L’inquadratura[1] è definita da otto elementi chiave che ne determinano il significato e l’impatto sullo spettatore, contribuendo a costruire un sistema di segnali che guidano la narrazione:

  1. La distanza della macchina da presa[2] (scala dei campi[3] e dei piani): questo elemento regola la vicinanza o lontananza della macchina da presa rispetto al soggetto[4], influenzando la quantità di ambiente o di figura umana visibile.
  2. L’angolazione, l’inclinazione[5] e l’altezza della ripresa (punto di vista[6]): queste variabili determinano la posizione spaziale della macchina da presa rispetto a ciò che viene ripreso, orientando la percezione dello spettatore.
  3. La composizione[7] del quadro (profilmico[8]): si riferisce alla selezione e all’organizzazione degli elementi visivi all’interno del fotogramma, decidendo cosa includere (in campo) e cosa escludere (fuori campo).
  4. La relazione con uno spazio fuori campo (dialettica campo/fuori campo[9]): esplora il rapporto tra lo spazio visibile e quello invisibile ma implicato dalla narrazione, che può essere attivato da indici visivi o sonori.
  5. L’istanza narrante[10] (oggettiva o soggettiva): indica se la storia è raccontata da un punto di vista esterno e neutro (oggettiva) o attraverso gli occhi e la percezione di un personaggio (soggettiva).
  6. L’essere statica oppure dinamica (movimenti della macchina da presa): riguarda la mobilità dell’inquadratura durante la ripresa, che può rimanere fissa o muoversi per cambiare altezza, distanza, angolazione o inclinazione, rafforzando il coinvolgimento dello spettatore.
  7. La sua profondità di campo[11] (focalizzazione degli oggetti): questa proprietà fotografica permette di mantenere a fuoco contemporaneamente diversi piani dell’immagine, offrendo allo spettatore la libertà di scegliere su cosa concentrare l’attenzione.
  8. La durata temporale dell’inquadratura (piano-sequenza[12]): si riferisce alla lunghezza di una singola inquadratura e al suo inserimento nella struttura temporale complessiva del film.

Glossario
1. ↑ inquadratura.

L'unità minima del linguaggio cinematografico. Tecnicamente, è la porzione di spazio (fisico o virtuale) delimitata dai bordi dell'obiettivo della macchina da presa. Nel montaggio, corrisponde a una registrazione continua tra due stacchi (tagli).

2. ↑ macchina da presa.

Apparecchiatura utilizzata per registrare le immagini in un film o in una produzione video. Essa comprende il corpo principale della macchina, l'obiettivo, i meccanismi di registrazione e altri accessori necessari per catturare le immagini.

3. ↑ scala dei campi.

Il sistema di classificazione delle inquadrature basato sulla distanza apparente tra la macchina da presa e il soggetto (principalmente la figura umana) e sulla quantità di ambiente mostrato. Si suddivide canonicamente in campi (Campo Lunghissimo, Campo Lungo, Campo Medio) e piani (Piano Americano, Piano Medio, Primo Piano, Primissimo Piano, Dettaglio).

4. ↑ soggetto.

Un breve testo che riassume l'idea centrale e la trama di un film. Descrive in sintesi i personaggi, l'ambientazione, il conflitto principale e l'evoluzione della storia. Serve a presentare il nucleo narrativo a produttori e registi, fornendo la base da cui si svilupperanno successivamente il trattamento e la sceneggiatura definitiva.

5. ↑ inclinazione.

Definisce la posizione della macchina da presa sull'asse verticale rispetto al soggetto, ovvero l'orientamento (tilt) verso l'alto o verso il basso. Questa è una delle scelte registiche con il più forte impatto psicologico, poiché altera direttamente le dinamiche di potere percepite. Un'inclinazione normale (ad altezza occhi) crea parità; un'inclinazione verso il basso genera una plongée ; un'inclinazione verso l'alto genera un contro-plongée .

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