7.0 Dalla teoria alla pratica – I lavori preparatori

di Patrick Milano
6.0 Dalla teoria alla pratica – I lavori preparatori

Il processo di creazione di una sceneggiatura[2] è un percorso metodologico che trasforma un’astratta scintilla di ispirazione in un costrutto narrativo solido e commerciabile. L’approccio professionale richiede che lo sceneggiatore agisca come un architetto, definendo con precisione le fondamenta su cui poggia l’intero edificio narrativo.

In primis vi è la ricerca dell’idea. Tra le tecniche di ricerca vi sono:

  • L’osservazione del mondo circostante.
  • L’immedesimazione nel potenziale protagonista.
  • Mappe concettuali che illustrano collegamenti tra l’idea centrale e concetti correlati.

Una volta generata un’idea, si procede con la premessa[4], ossia il cuore concettuale della storia, la tesi che l’intera narrazione si prefigge di dimostrare. Si tratta di una singola frase, incisiva e chiara, che articola il punto di vista tematico dell’autore e ne guida il processo creativo.

Se la premessa è la bussola interna dello sceneggiatore, la logline[8] è la sua controparte esterna. La logline è un riassunto della storia in una o due frasi, progettato per catturare rapidamente l’interesse di produttori, agenti e dirigenti. Gli elementi della logline sono: il protagonista, il suo obiettivo, il conflitto[5] centrale e la posta in gioco.

I primi passi per concretizzare un’idea sono la sinossi[9] e il soggetto[6]. La sinossi è un riassunto estremamente sintetico (solitamente tra le 5 e le 10 righe) dell’azione[10] principale della storia. Il soggetto è lo sviluppo narrativo dell’idea, un racconto in prosa che può variare da una a diverse pagine. A differenza della sinossi, il soggetto espone in modo più dettagliato i fatti, i luoghi e i personaggi, seguendo un arco narrativo completo con un inizio, uno sviluppo e una fine.

Dopo aver consolidato il soggetto, si procede col trattamento[3] (treatment). Questo è un documento molto più dettagliato, una descrizione in prosa dell’intero film, scena[11] per scena, che può estendersi da 10 a 30 pagine o più. Il trattamento sviluppa ogni punto della storia, descrivendo minuziosamente le azioni, i personaggi, gli ambienti e l’atmosfera. A differenza del soggetto, che è ancora un racconto, il trattamento è uno strumento tecnico scritto al tempo presente e con un registro puramente visivo-uditivo.

L’ultimo e forse più importante strumento preparatorio è la scaletta[7], o step outline. Questa è la mappa scheletrica della storia, ridotta alla sua essenza logica e strutturale. Consiste in un elenco numerato di tutte le scene del film in ordine cronologico. Ogni punto della lista descrive una singola scena con una frase breve e concisa che ne cattura l’azione principale e la tensione drammatica[1].

Il completamento della scaletta sancisce la fine del processo preparatorio. La scrittura della sceneggiatura diventa il processo, più creativo e scorrevole, che riveste questo solido scheletro con dialoghi, descrizioni e ritmo.

Glossario
1. tensione drammatica.

(dramatic tension) Lo stato di suspense, anticipazione o conflitto emotivo che tiene "agganciato" lo spettatore. È il risultato di una domanda drammatica irrisolta, di un pericolo imminente (ticking clock) o del sottotesto (il divario tra ciò che lo spettatore sa e ciò che i personaggi dicono).

2. sceneggiatura.

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

3. trattamento.

Il trattamento è un documento scritto in prosa che espande il soggetto iniziale, sviluppando la storia scena per scena con descrizioni dettagliate di personaggi, ambientazioni e temi, ma con dialoghi scarsi o del tutto assenti. Funge da "romanzo del film" o progetto intermedio tra il soggetto e la sceneggiatura finale, fornendo al regista e ai produttori la visione complessiva del film. 

4. premessa.
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La premessa in sceneggiatura è la frase singola o concisa che riassume l'idea centrale e il conflitto del film, fungendo da guida e filo conduttore per l'autore e, a volte, come punto di partenza per la presentazione del progetto. Non è un documento formale, ma un concetto che definisce il protagonista, il suo obiettivo e l'ostacolo principale da superare, influenzando ogni aspetto della storia. 

2 (premise) Il cuore concettuale e tematico della storia, la "tesi" che il film si propone di dimostrare, spesso condensata in una singola frase (es. "L'arroganza porta alla rovina"). È la bussola morale e filosofica che guida lo sceneggiatore nel processo creativo.
5. conflitto.

Il motore fondamentale del dramma; l'opposizione che il protagonista deve affrontare. Si divide in due livelli che definiscono la storia: il conflitto esteriore (la trama, la lotta contro l'antagonista) e il conflitto interiore (l'arco del personaggio, la lotta contro il proprio difetto tragico).
Può essere:

  • interiore: la lotta psicologica, morale o emotiva del protagonista contro sé stesso (es. contro la propria paura, orgoglio, un trauma passato). Il superamento (o il fallimento) di questo conflitto determina l'arco di trasformazione del personaggio.
  • esteriore: l'ostacolo fisico o la forza antagonista che si oppone al protagonista e al raggiungimento del suo obiettivo. È ciò che genera la trama (l'azione, gli inseguimenti, le discussioni, le battaglie).

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