1.1 Perché raccontare una storia ambientata nel presente

di Patrick Milano

Nel panorama della scrittura cinematografica l’ambientazione[3] presente viene considerata una scelta automatica, priva delle complessità inerenti alla ricostruzione storica o all’immaginazione speculativa del futuro. Tale percezione necessita di una rettifica tecnica. La scrittura del presente costituisce una sfida drammaturgica complessa, in quanto priva l’autore del filtro della distanza temporale[2].

In assenza dell’elemento esotico o della meraviglia tecnologica a distrarre la fruizione, rimane esclusivamente la realtà, materia che il pubblico conosce intimamente e giudica con severità. La scelta del ‘qui e ora’ deve scaturire da una necessità narrativa precisa: si opta per il presente quando il conflitto[7] è indissolubilmente legato alle dinamiche psicologiche, sociali o tecnologiche dell’epoca vigente.

La funzione primaria dell’ambientazione contemporanea risiede nell’abbattimento delle barriere empatiche. La visione di un personaggio che interagisce con oggetti, spazi e rituali riconoscibili facilita un processo di sospensione dell’incredulità[1] quasi istantaneo. Tale immediatezza consente allo sceneggiatore di focalizzarsi su sfumature psicologiche complesse senza dover dedicare tempo scenico[4] alla spiegazione del contesto. L’utilizzo di architetture moderne, dinamiche lavorative attuali e strumenti di comunicazione di massa permette di trattare temi universali attraverso una lente specifica che ne amplifica l’urgenza critica.

Un ostacolo tecnico rilevante per la narrazione contemporanea è l’integrazione della tecnologia nel tessuto drammatico. Mentre in passato molti intrecci si basavano sull’irreperibilità fisica o informativa dei personaggi, nell’era dell’iper-connessione tali espedienti risultano inverosimili. La tecnologia non deve essere ignorata, bensì integrata come estensione della psiche del personaggio.

L’immediatezza del presente, inoltre, comporta un rischio intrinseco: l’invecchiamento precoce dell’opera. Una sceneggiatura[5] che si appoggia eccessivamente su specifici trend culturali o su tecnologie passeggere rischia di apparire datata in tempi brevi. Per mitigare tale rischio, la scrittura deve focalizzarsi sulle dinamiche umane sottostanti l’uso della tecnologia, piuttosto che sullo strumento in sé. È preferibile analizzare concetti come la vanità, il bisogno di approvazione o la paura dell’esclusione sociale, utilizzando la piattaforma tecnologica solo come mezzo e non come fine. Le interfacce evolvono, le pulsioni umane permangono immutate.

In conclusione, l’ambientazione contemporanea è lo strumento ideale per stabilire un dialogo diretto e senza intermediari con il pubblico. Essa richiede un approccio analitico quasi documentaristico per evitare la mera cronaca e trasformare la quotidianità in narrazione universale.

Glossario
1. sospensione dell’incredulità ( sospensione dell’incredulità )

Patto implicito tra autore e spettatore per cui quest'ultimo accetta di mettere da parte il senso critico riguardo all'impossibilità o l'improbabilità di certi elementi narrativi, per immergersi nella storia. L'ambientazione contemporanea facilita questo processo grazie alla familiarità del contesto.

2. distanza temporale.

Il lasso di tempo che separa l'epoca in cui è ambientata la storia dal momento in cui viene scritta o fruita. L'assenza di questa distanza nel racconto contemporaneo rimuove il filtro della nostalgia o dell'esotismo, esponendo l'opera al giudizio diretto sulla verosimiglianza.

3. ambientazione.

(setting) Il contesto – il luogo (geografia), l'epoca (tempo) e l'ambiente socioculturale – in cui si svolge la storia. L'ambientazione non è solo uno sfondo, ma uno strumento narrativo che può influenzare le azioni dei personaggi, riflettere il loro stato interiore o agire come forza antagonista.

4. tempo scenico.

La durata effettiva di un evento o di un'azione all'interno del film (screen time), contrapposta al tempo reale o storico. Nella narrazione contemporanea, si risparmia tempo scenico non dovendo spiegare il funzionamento del mondo, dedicandolo invece all'approfondimento dei personaggi.

5. sceneggiatura.

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

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