La pre-produzione[1] è la fase di preparazione visiva e tecnica prima delle riprese. È il momento in cui si definisce come il film apparirà e sarà percepito dal pubblico. I pilastri fondamentali di questa pianificazione sono:
- Lettura e analisi della sceneggiatura[2]: capire il tono, temi ed emozioni.
- Concept[3] visivo: definisce l’identità estetica e sensoriale di un film o di un progetto audiovisivo. È la base su cui si costruisce tutto il linguaggio visivo[4] — colori, luci, inquadrature, texture[5], ritmo e atmosfera.
- Moodboard[6]: raccolta di immagini, palette, luci, texture e riferimenti visivi per tradurre il concept in forma concreta.
- Storyboard[7] (visione creativa): traduce la sceneggiatura da parole a immagini. Simile a un fumetto, consiste in una serie di disegni o immagini che rappresentano ogni inquadratura[8] chiave di una sequenza:
- Permette al regista e al D.O.P. di “vedere” il film prima di girarlo. Mostra come apparirà ogni inquadratura: composizione[9], movimento della camera, direzione dello sguardo, posizione dei personaggi.
- Serve a visualizzare il ritmo e il linguaggio visivo.
- Utile al regista, D.O.P. e scenografo[10] per “vedere” la scena[11] prima di girarla.
- Shot List (esecuzione tecnica): è un elenco dettagliato di tutte le inquadrature da girare. Serve per organizzare il lavoro sul set e pianificare tempi e attrezzature. Per ogni voce, la shot list specifica:
- Identificativi: numero di scena (dalla sceneggiatura) e numero dell’inquadratura (shot).
- Descrizione della Ripresa: tipo di inquadratura (es: campo lungo[12], primo piano[13], dettaglio[14]), descrizione del soggetto[15] e dell’azione[16].
- Specifiche Tecniche: obiettivo da utilizzare (es. 50mm, 24-70mm), impostazioni di diaframma[17], movimento di macchina (es: carrellata[18], steadicam, statica), altezza e angolazione.
- Note Logistiche: Attrezzatura speciale richiesta (es: gru, drone), note audio, note per la performance degli attori.
- Location Scouting[19]: ricerca e selezione delle location[20] più adatte dal punto di vista[21] visivo e tecnico. Valutazione di luce naturale, accessibilità, spazio e acustica.
- Scelta della camera, delle lenti e delle ottiche: in base al tono e alle esigenze narrative.
- Studio dell’illuminazione: si pianifica come usare la luce naturale o artificiale per ogni scena.
- Collaborazione con regista e scenografo: sviluppo visivo coerente con il concept per armonizzare fotografia, scenografia e costumi.
Fase preparatoria che precede le riprese; in ambito sonoro comporta l'analisi della sceneggiatura e delle location per pianificare la cattura audio e prevenire criticità acustiche.
Il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile.
Il nucleo generativo di un'opera audiovisiva che ne sintetizza l'idea centrale, l'arena, i personaggi e il potenziale di sviluppo narrativo, fungendo da fondamento tecnico per l'intera architettura seriale.
L'insieme di tutte le scelte stilistiche (composizione, illuminazione, colore, movimenti di macchina) utilizzate in modo coerente per comunicare la storia, le emozioni e i temi di un film. Come un linguaggio parlato ha parole e grammatica, quello visivo usa le immagini per trasmettere significati che vanno oltre il dialogo.
La qualità tattile (visiva) della superficie di un oggetto. In cinematografia, la gestione della texture è fondamentale. La luce può esaltarla (luce radente su un maglione di lana) o appiattirla (luce morbida su un trucco prostetico). È un elemento chiave discusso tra D.O.P., scenografo e costumista.