- Storage centralizzato[3]: il girato[4] risiede in un archivio online sicuro, diventando la “fonte di verità” della produzione. Montatore, assistente, colorist[5], sound designer[6] e regista lavorano sugli stessi file aggiornati, evitando errori di versioning.
- Editing su proxy[7] e streaming[8]: i file RAW[9] sono troppo grandi per essere trasferiti via internet. Si lavora quindi su copie a bassa risoluzione[10] (proxy), collegate automaticamente ai file originali ad alta qualità. Al picture lock[11], tutte le decisioni di montaggio vengono applicate ai file originali, pronti per color grading[12] e finalizzazione.
- Revisione collaborativa[13]: piattaforme come Frame.io[14] permettono al regista o produttore di visionare il montaggio via browser, inserire commenti e note fotogramma per fotogramma. I feedback arrivano subito al montatore, velocizzando comunicazione e revisione.
Il montaggio in cloud non è solo tecnologia: è un nuovo modo di lavorare. La post-produzione[15] diventa più flessibile, efficiente e collaborativa, coinvolgendo talenti in tutto il mondo senza vincoli geografici. Il montatore moderno diventa così un orchestratore globale, integrato in un processo agile e pronto a rispondere alle esigenze di un’industria in continua evoluzione.
Processo di post-produzione in cui le singole inquadrature (shot) girate sul set vengono selezionate, tagliate e ordinate in una sequenza specifica per costruire le scene e narrare la storia. Il montaggio definisce il ritmo, la continuità e la struttura narrativa del film.
Una scelta narrativa in cui il tempo della storia e il tempo dello schermo coincidono perfettamente (o quasi). Se il film dura 90 minuti, anche gli eventi narrati durano 90 minuti (es. la serie "24" o il film "Nodo alla gola").
Sistema di archiviazione dati (spesso NAS o SAN, o in cloud) che funge da unico punto di raccolta per tutto il materiale di produzione, accessibile simultaneamente da più utenti autorizzati per garantire coerenza e sicurezza.
Il termine tecnico che indica tutto il materiale video (e audio) grezzo registrato sul set durante le riprese, prima che venga montato. È la "materia prima" su cui lavorano il montatore e, successivamente, il colorist.
Il tecnico-artista che finalizza l'immagine del film in post-produzione. Lavorando in una "suite" con monitor calibrati e in dialogo con il D.O.P., esegue prima la Color Correction (bilanciamento tecnico) e poi il Color Grading (look artistico), definendo l'atmosfera cromatica finale dell'opera e assicurando la coerenza tra le diverse inquadrature.