
- Architettura circolare. La narrazione segue uno schema ciclico che va dall’incidente scatenante[4] al ripristino dell’equilibrio.
- Il Principio del reset[5]. Al termine dell’episodio, l’universo narrativo e le dinamiche tra i personaggi devono tornare sostanzialmente identici alla situazione di partenza.
- Funzione dei personaggi. I protagonisti sono costanti, non variabili. Non devono evolvere, ma reiterare la loro funzione. Lo spettatore trae piacere dalla ripetizione di uno schema familiare e rassicurante.
- Accessibilità. Questa struttura permette una fruizione frammentata. L’ordine di visione degli episodi è irrilevante ai fini della comprensione, garantendo la massima accessibilità al pubblico generalista e favorendo la programmazione in repliche sparse.
- Architettura lineare/cumulativa. Ogni evento è conseguenza di ciò che è accaduto prima e causa di ciò che accadrà dopo.
- Irreversibilità e memoria. Vige la legge dell’irreversibilità. Le azioni hanno conseguenze permanenti. La serie possiede una memoria storica: lo spettatore deve possedere il bagaglio informativo delle puntate precedenti per decodificare il presente.
- Entropia dei personaggi[6]. I personaggi sono soggetti a trasformazione continua. L’arco narrativo prevale sulla trama[7] del singolo episodio. Il focus si sposta dalla risoluzione[8] del caso esterno alla sopravvivenza al caos interno.
- Fidelizzazione. Questo modello richiede un patto di fedeltà assoluta con lo spettatore. La mancata visione di un segmento compromette la comprensione dell’intera serie.
- La linea verticale (A-Story). È il “caso di puntata[2]”. Fornisce l’azione[12], il ritmo e la soddisfazione immediata della risoluzione.
- La linea orizzontale (B-Story / C-Story). Riguarda la vita privata dei personaggi o la mitologia della serie[13]. Questa linea avanza lentamente, parassitando la trama verticale per nutrirsene.
Il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile.
Struttura narrativa in cui il conflitto principale viene introdotto, sviluppato e risolto interamente all'interno di un singolo episodio, tipica delle serie autoconclusive.
Struttura narrativa che si sviluppa lungo l'intero arco di una stagione o di una serie, riguardando l'evoluzione dei personaggi o la mitologia generale, e che richiede la visione continuativa degli episodi.
L'evento specifico che rompe l'equilibrio iniziale del mondo ordinario del protagonista, introducendo il conflitto principale e costringendo il personaggio a intraprendere il viaggio narrativo.
Caratteristica delle serie autoconclusive secondo cui, alla fine di ogni episodio, la situazione e i rapporti tra i personaggi tornano allo stato iniziale, permettendo la visione degli episodi in qualsiasi ordine.