2.4 La collaborazione con scenografia e costumi

di Barbara De Santis

Il successo del fonico in queste collaborazioni si misura paradossalmente dall’invisibilità del suo lavoro.

  • Scenografia: Il fonico collabora con il reparto scenografia per mitigare i problemi acustici del set. Questo può includere la richiesta di integrare materiali fonoassorbenti[1] come tappeti, tende o “coperte acustiche” nel design del set per controllare le riflessioni, o l’identificazione e la neutralizzazione di oggetti di scena[3] rumorosi.
  • Costumi: Il posizionamento dei microfoni lavalier[2] sugli attori è un processo delicato che richiede una stretta collaborazione con i costumisti. L’obiettivo è trovare un punto che sia invisibile alla camera e immune ai fruscii dei vestiti. Ciò implica l’uso di nastri adesivi specifici (come il nastro medico), supporti in silicone e tessuti speciali per isolare la capsula microfonica.

Un lavalier perfettamente nascosto, una coperta acustica che appare come un elemento d’arredo o un oggetto di scena silenziato sono tutti segni di un lavoro eccellente. Quest’arte invisibile dimostra come la maestria del fonico risieda spesso in interventi sottili e non percepibili, che garantiscono un risultato sonoro impeccabile senza compromettere l’estetica visiva.

Glossario
1. materiali fonoassorbenti.

Strumenti e tessuti (come coperte acustiche, tappeti, pannelli in schiuma o tendaggi pesanti) utilizzati per trattare acusticamente una location. La loro funzione è smorzare le onde sonore per ridurre il riverbero eccessivo e le riflessioni indesiderate, rendendo il dialogo più "asciutto" e intelligibile.

2. lavalier.

(comunemente detto "pulce") Microfono miniaturizzato a condensatore, spesso omnidirezionale, progettato per essere occultato negli abiti degli attori. È fondamentale per catturare dialoghi in campi lunghi o sequenze d'azione dove il boom non può arrivare, ma richiede tecniche specifiche di posizionamento (con adesivi o supporti dedicati) per evitare il "fruscio" causato dallo sfregamento con i tessuti.

3. scena.

Unità narrativa fondamentale del film che si svolge in un unico luogo e in un tempo continuo; ogni cambiamento di location o di tempo richiede la creazione di una nuova scena (e relativa intestazione).

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