2.1 Il primo atto – Parte 1

di Patrick Milano

Il primo atto, comunemente definito fase di “setup” o impostazione, rappresenta la pietra angolare su cui si edifica l’intera narrazione cinematografica all’interno della struttura classica americana. Funzionando come la spina dorsale della sceneggiatura[1], questo segmento iniziale non si limita a dare avvio alla storia, ma ne stabilisce le fondamenta logiche ed emotive, introducendo i personaggi, delineando il conflitto[3] e, soprattutto, catturando l’interesse irrevocabile dello spettatore. La sua importanza è tale che un primo atto debole o mal costruito può compromettere l’efficacia dell’intera opera, indipendentemente dalla forza degli atti successivi.

Il primo atto, pur essendo il più breve in termini di durata, ha il compito più denso e complesso. I suoi obiettivi primari possono essere sintetizzati come segue: 

  • Esposizione[2]. È la funzione più evidente. Il primo atto deve rispondere alle domande fondamentali: chi è il protagonista? Cosa vuole? Dove e quando si svolge la storia? Perché la sua situazione è quella che è? Queste informazioni devono essere trasmesse in modo efficiente per permettere al pubblico di orientarsi nel mondo narrativo.
  • Presentazione del Protagonista. Al di là dei dati anagrafici, il primo atto deve stabilire un legame empatico tra il pubblico e il personaggio principale. Dobbiamo capire le sue motivazioni, le sue paure e le sue vulnerabilità per poterci immedesimare nel suo percorso.
  • Definizione del Conflitto Centrale. Sebbene il conflitto si sviluppi pienamente nel secondo atto, il primo atto deve piantarne i semi. Deve introdurre la domanda drammatica principale o il problema che il protagonista dovrà affrontare, creando una tensione iniziale.
  • Stabilire il Tono e il Genere. Le prime scene sono decisive per comunicare al pubblico la natura del film. Attraverso lo stile visivo, i dialoghi e la musica, lo spettatore capisce immediatamente se sta per assistere a una commedia[4], un thriller[5], un dramma romantico o un film d’azione[6]. Questo “contratto” con il pubblico è essenziale per gestire le sue aspettative.
  • Coinvolgimento Emotivo (Hook[7]): L’obiettivo ultimo è “agganciare” lo spettatore. Entro i primi 10-15 minuti, il pubblico deve avere una ragione valida per continuare a guardare. Questa ragione può essere un mistero intrigante, un personaggio affascinante o una posta in gioco emotivamente potente.
Glossario
1. sceneggiatura.

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

2. esposizione ( Esposizione )

(exposure) Il parametro tecnico che definisce la quantità totale di luce che colpisce il sensore della macchina da presa. È determinata dal bilanciamento di tre fattori (il "triangolo dell'esposizione"): apertura del diaframma, tempo di posa (shutter speed) e sensibilità ISO. Un'esposizione corretta è tecnicamente impeccabile; una sotto-esposta è troppo scura, una sovra-esposta è troppo chiara.

3. conflitto.

Il motore fondamentale del dramma; l'opposizione che il protagonista deve affrontare. Si divide in due livelli che definiscono la storia: il conflitto esteriore (la trama, la lotta contro l'antagonista) e il conflitto interiore (l'arco del personaggio, la lotta contro il proprio difetto tragico).
Può essere:

  • interiore: la lotta psicologica, morale o emotiva del protagonista contro sé stesso (es. contro la propria paura, orgoglio, un trauma passato). Il superamento (o il fallimento) di questo conflitto determina l'arco di trasformazione del personaggio.
  • esteriore: l'ostacolo fisico o la forza antagonista che si oppone al protagonista e al raggiungimento del suo obiettivo. È ciò che genera la trama (l'azione, gli inseguimenti, le discussioni, le battaglie).
4. commedia.

La commedia cinematografica è un genere di film che mira a divertire e intrattenere il pubblico attraverso situazioni comiche, dialoghi arguti, personaggi buffi e una trama leggera, spesso con una risoluzione positiva. Sebbene il suo obiettivo principale sia suscitare il riso, molte commedie utilizzano l'umorismo per commentare o criticare aspetti della società in modo non troppo severo. 

5. thriller.
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Il thriller cinematografico è un genere di finzione, nato dalla parola inglese "to thrill" (far rabbrividire), che punta a suscitare emozioni forti, suspense e brivido nello spettatore attraverso trame intense, colpi di scena, un'atmosfera cupa e il ricorso all'azione per superare ostacoli imprevisti. A differenza del giallo, il thriller non si concentra sulla risoluzione di un enigma ma sulla tensione e sul pericolo, focalizzandosi sulle difficoltà che il protagonista deve affrontare e superare.

2 Genere cinematografico progettato per generare un'elevata tensione, suspense e ansia nello spettatore. A livello visivo, utilizza spesso l'illuminazione low-key per creare un senso di minaccia imminente e per nascondere informazioni, giocando con il "visto" e il "non visto".

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