2.0 La pre-produzione nella fotografia cinematografica

di Mara Verna e Barbara De Santis

La pre-produzione[3] è la fase di preparazione visiva e tecnica prima delle riprese. È il momento in cui si definisce come il film apparirà e sarà percepito dal pubblico. I pilastri fondamentali di questa pianificazione sono:

  • Lettura e analisi della sceneggiatura[4]: capire il tono, temi ed emozioni.
  • Concept visivo: definisce l’identità estetica e sensoriale di un film o di un progetto audiovisivo. È la base su cui si costruisce tutto il linguaggio visivo[1] — colori, luci, inquadrature, texture[15], ritmo e atmosfera.
  • Moodboard[10]: raccolta di immagini, palette, luci, texture e riferimenti visivi per tradurre il concept in forma concreta.
  • Storyboard[11] (visione creativa): traduce la sceneggiatura da parole a immagini. Simile a un fumetto, consiste in una serie di disegni o immagini che rappresentano ogni inquadratura[5] chiave di una sequenza:
    1. Permette al regista e al D.O.P. di “vedere” il film prima di girarlo. Mostra come apparirà ogni inquadratura: composizione[6], movimento della camera, direzione dello sguardo, posizione dei personaggi.
    2. Serve a visualizzare il ritmo e il linguaggio visivo.
    3. Utile al regista, D.O.P. e scenografo[12] per “vedere” la scena[19] prima di girarla.
  • Shot List (esecuzione tecnica): è un elenco dettagliato di tutte le inquadrature da girare. Serve per organizzare il lavoro sul set e pianificare tempi e attrezzature. Per ogni voce, la shot list specifica:
    1. Identificativi: numero di scena (dalla sceneggiatura) e numero dell’inquadratura (shot).
    2. Descrizione della Ripresa: tipo di inquadratura (es: campo lungo[7], primo piano[8], dettaglio[16]), descrizione del soggetto[17] e dell’azione[20].
    3. Specifiche Tecniche: obiettivo da utilizzare (es. 50mm, 24-70mm), impostazioni di diaframma[13], movimento di macchina (es: carrellata[14], steadicam, statica), altezza e angolazione.
    4. Note Logistiche: Attrezzatura speciale richiesta (es: gru, drone), note audio, note per la performance degli attori.
  • Location Scouting[2]: ricerca e selezione delle location[18] più adatte dal punto di vista visivo e tecnico. Valutazione di luce naturale, accessibilità, spazio e acustica.
  • Scelta della camera, delle lenti e delle ottiche: in base al tono e alle esigenze narrative.
  • Studio dell’illuminazione: si pianifica come usare la luce naturale o artificiale per ogni scena.
  • Collaborazione con regista e scenografo: sviluppo visivo coerente con il concept per armonizzare fotografia, scenografia e costumi.
Glossario
1. linguaggio visivo.

L'insieme di tutte le scelte stilistiche (composizione, illuminazione, colore, movimenti di macchina) utilizzate in modo coerente per comunicare la storia, le emozioni e i temi di un film. Come un linguaggio parlato ha parole e grammatica, quello visivo usa le immagini per trasmettere significati che vanno oltre il dialogo.

2. location scouting ( Location Scouting )

Il location scouting è la fase di pre-produzione cinematografica in cui si cercano e selezionano i luoghi ideali per le riprese di un film, basandosi su requisiti creativi, logistici ed economici. Un location scout o un location manager individua gli spazi più adatti, valutando aspetti estetici, tecnici e di accessibilità, documentando le opzioni e organizzando i sopralluoghi. 

3. pre-produzione ( pre-produzione )

fase preparatoria che precede le riprese; in ambito sonoro comporta l'analisi della sceneggiatura e delle location per pianificare la cattura audio e prevenire criticità acustiche.

4. sceneggiatura.

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

5. inquadratura.

L'unità minima del linguaggio cinematografico. Tecnicamente, è la porzione di spazio (fisico o virtuale) delimitata dai bordi dell'obiettivo della macchina da presa. Nel montaggio, corrisponde a una registrazione continua tra due stacchi (tagli).

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