4.3 Horror

di Giorgia Vinciguerra

Il genere Horror[5] mira a suscitare nel pubblico un’emozione prevalente e continuativa di orrore, intesa come una miscela variabile di paura e ribrezzo. Le forme dell’horror si sono evolute nel tempo, riflettendo le paure collettive di ogni epoca. Le ambientazioni tipiche includono luoghi fatiscenti, atmosfere cupe con forti contrasti di luci e ombre, personaggi mostruosi o misteriosi contrapposti a figure positive, e stati psichici alterati.

L’approccio registico nell’horror si concentra sulla creazione di suspense, tensione psicologica e un senso di ineluttabilità. L’allentamento della censura negli anni ’70 ha permesso una maggiore intensità nella visualizzazione della violenza, spostando il focus dalle ambientazioni gotiche a quelle contemporanee.

Esempi significativi di film horror includono:

  • Non aprite quella porta (1974, Tobe Hooper): Noto per il suo horror crudo e viscerale, ha influenzato il genere slasher, creando un senso di terrore attraverso l’atmosfera inquietante e la violenza implicita.
  • La notte dei morti viventi (1968, George Romero): Un’opera seminale che ha inaugurato una nuova era dell’horror con la sua rappresentazione degli zombie, influenzando numerosi film successivi.
  • Psycho (1960, Alfred Hitchcock): Un caposaldo dell’horror psicologico, che sfuma i confini con il thriller[4]. La regia di Hitchcock utilizza suspense, psicologia dei personaggi e colpi di scena[6] scioccanti per creare un’esperienza profondamente inquietante, anche senza gore esplicito.
  • Halloween – La notte delle streghe (1978, John Carpenter): Un film slasher fondamentale che ha dato il via a una tendenza importante, con Carpenter che enfatizza suspense e un senso di ineluttabile terrore.
  • Shining (1980, Stanley Kubrick): Un capolavoro che utilizza l’horror per una critica profonda della figura paterna e della società americana. L’approccio di Kubrick enfatizza la tensione psicologica, le immagini inquietanti e un senso di isolamento.
  • L’esorcista (1973, William Friedkin): Ha dato origine a un intero sottogenere di film sui “posseduti”, spingendo i limiti con la sua rappresentazione esplicita della possessione demoniaca e del suo impatto psicologico.
  • Alien (1979, Ridley Scott): Un film horror di fantascienza[2] che crea un’atmosfera terrificante attraverso il design della creatura, l’ambientazione[1] claustrofobica e un ritmo pieno di suspense.

Glossario
1. ambientazione.

(setting) Il contesto – il luogo (geografia), l'epoca (tempo) e l'ambiente socioculturale – in cui si svolge la storia. L'ambientazione non è solo uno sfondo, ma uno strumento narrativo che può influenzare le azioni dei personaggi, riflettere il loro stato interiore o agire come forza antagonista.

2. fantascienza.

La definizione di fantascienza al cinema indica un genere narrativo basato su ipotesi scientifiche e tecnologiche per esplorare il futuro, mondi alternativi o realtà distopiche, spesso attraverso l'uso di effetti speciali e una narrazione speculativa. Il cinema di fantascienza crea universi immaginari che, pur essendo fantastici, mantengono una coerenza con la logica scientifica o tecnologica, affrontando temi come il rapporto uomo-tecnologia, le paure sociali e le speranze per il progresso. 

3. montaggio ( Montaggio )

Processo di post-produzione in cui le singole inquadrature (shot) girate sul set vengono selezionate, tagliate e ordinate in una sequenza specifica per costruire le scene e narrare la storia. Il montaggio definisce il ritmo, la continuità e la struttura narrativa del film.

4. thriller.
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Il thriller cinematografico è un genere di finzione, nato dalla parola inglese "to thrill" (far rabbrividire), che punta a suscitare emozioni forti, suspense e brivido nello spettatore attraverso trame intense, colpi di scena, un'atmosfera cupa e il ricorso all'azione per superare ostacoli imprevisti. A differenza del giallo, il thriller non si concentra sulla risoluzione di un enigma ma sulla tensione e sul pericolo, focalizzandosi sulle difficoltà che il protagonista deve affrontare e superare.

2 Genere cinematografico progettato per generare un'elevata tensione, suspense e ansia nello spettatore. A livello visivo, utilizza spesso l'illuminazione low-key per creare un senso di minaccia imminente e per nascondere informazioni, giocando con il "visto" e il "non visto".
5. horror ( Horror )
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Il cinema horror è un genere cinematografico il cui scopo principale è suscitare nel pubblico sentimenti di paura, spavento e ribrezzo, attraverso la narrazione di eventi soprannaturali o irrazionali, atmosfere cariche di suspense e personaggi mostruosi o comunque terrificanti. Le trame possono includere elementi come fantasmi, demoni, mostri o eventi inspiegabili, e spesso utilizzano tecniche di regia specifiche, come la deformazione della realtà e l'uso drammatico di ombre, per creare un senso di inquietudine e ansia nello spettatore. 

2 Genere cinematografico che mira a provocare paura, shock o disgusto. L'illuminazione low-key è uno strumento fondamentale del genere, in quanto l'oscurità (il "buio") diventa la rappresentazione visiva dell'ignoto, del mostruoso e della minaccia.

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