3.7 Lenti sferiche vs. anamorfiche: estetica e caratteristiche visive (bokeh, flares)

di Mara Verna

La scelta dell’ottica[15] è una delle decisioni più determinanti per l’identità visiva di un film. Oltre la lunghezza focale[2], la costruzione stessa della lente definisce la texture[13] e la personalità dell’immagine. La distinzione fondamentale in questo ambito è tra lenti sferiche e anamorfiche, una scelta che contrappone la fedeltà ottica a una deliberata e stilizzata interpretazione della realtà.

Lenti sferiche: la rappresentazione fedele

Le lenti sferiche sono lo standard dell’industria cinematografica e fotografica. Proiettano sul sensore[14] un’immagine geometricamente corretta, senza distorsioni intenzionali. L’immagine catturata rispecchia fedelmente la prospettiva[5] e le proporzioni della scena[16] reale. Questa purezza ottica si traduce in caratteristiche visive precise:

  • Bokeh[17] circolare: I punti di luce fuori fuoco (bokeh) vengono resi come cerchi perfetti o poligoni regolari, a seconda del numero di lamelle del diaframma[8]. L’effetto è naturale e pulito.
  • Flares simmetrici: I riflessi interni (lens flare[9]), generati da una fonte di luce diretta, tendono a manifestarsi come aloni circolari o a forma di stella, in modo contenuto e simmetrico.

Lenti anamorfiche: la poesia dell’imperfezione

Le lenti anamorfiche nascono dall’esigenza storica di ottenere un’immagine panoramica[10] (widescreen[11]) su un fotogramma di pellicola standard. Utilizzano un elemento ottico cilindrico per comprimere (“spremere“) l’immagine sull’asse orizzontale, solitamente con un fattore di 2x o 1.8x. In fase di proiezione o post-produzione[3], l’immagine viene de-compressa, ripristinando le proporzioni corrette e generando il caratteristico aspect ratio[6] panoramico (es. 2.39:1[18]) sfruttando l’intera area verticale del sensore.

Questo processo ottico introduce una serie di “artefatti” che sono diventati la firma estetica del look[19] cinematografico per eccellenza:

  • Bokeh Ovale: La compressione orizzontale fa sì che i punti di luce sfocati vengano resi come ovali verticali. Questo è l’elemento più riconoscibile dell’estetica anamorfica, capace di creare sfondi pittorici e onirici.
  • Flares Orizzontali: Le fonti luminose intense generano lens flare che si estendono orizzontalmente per tutta la larghezza dell’inquadratura[7], spesso con una caratteristica dominante bluastra. Questo effetto oggi è ricercato per il suo impatto drammatico e stilizzato.
  • Prospettiva e profondità di campo[1] uniche: Le lenti anamorfiche creano una percezione della profondità di campo più ridotta rispetto a una lente sferica della stessa focale orizzontale, contribuendo a isolare i soggetti. Introducono anche una leggera distorsione ai bordi e una resa prospettica peculiare, che aggiunge un ulteriore livello di carattere visivo.

La scelta tra sferico e anamorfico non è quindi una questione di superiorità tecnica, ma di intento narrativo: si cerca una rappresentazione pulita e fedele della realtà o si desidera dipingere un mondo attraverso un filtro poetico e inconfondibilmente “cinematografico”?

Glossario
1. profondità di campo.

L'area, misurata in distanza (da vicino a lontano), all'interno della quale gli oggetti in una scena appaiono nitidi e a fuoco. Una profondità di campo ridotta (tipica del Full Frame o di un diaframma molto aperto) isola il soggetto a fuoco dallo sfondo sfocato (bokeh). Una profondità di campo ampia mantiene a fuoco sia il soggetto che lo sfondo.

2. lunghezza focale.

(focal length) La distanza, misurata in millimetri (mm), tra il centro ottico dell'obiettivo e il sensore della macchina da presa, quando l'obiettivo è messo a fuoco all'infinito. È il parametro che definisce l'angolo di campo e il livello di "ingrandimento": una lunghezza focale corta (es. 24mm) è un grandangolo (campo visivo ampio), mentre una lunga (es. 100mm) è un teleobiettivo (campo visivo stretto).

3. post-produzione ( post-produzione )

Fase finale della realizzazione di un film, successiva alle riprese (produzione). Comprende tutti i processi necessari per assemblare e finalizzare il materiale girato, inclusi il montaggio video, il sound design, la creazione di effetti visivi (VFX), il missaggio audio e la finalizzazione dell'immagine attraverso il color grading.

4. sceneggiatura ( Sceneggiatura )

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

5. prospettiva.

La rappresentazione della tridimensionalità (profondità) su un'immagine bidimensionale. In cinematografia, si riferisce alla percezione della relazione spaziale tra gli oggetti e tra il soggetto e lo sfondo. La prospettiva non è determinata dalla lente, ma dalla distanza della camera dal soggetto. Le lenti (grandangolari o teleobiettivi) si limitano a "esagerare" o "comprimere" questa relazione.

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