Nel mondo del cinema, ogni sequenza è composta da una serie di scene, e ogni scena[1] è costituita da diverse inquadrature.
Ci sono innumerevoli variazioni di movimenti della macchina da presa[2], ognuna con il proprio linguaggio e scopo. Un regista che comprende questo linguaggio può creare opere dinamiche e coinvolgenti.
- Inquadratura statica:
- La macchina da presa è bloccata su un treppiede in una posizione fissa.
- Ideale per le scene di dialogo o per focalizzare l’attenzione sull’interpretazione degli attori.
- Panoramica[3] (Pan):
- La macchina da presa ruota orizzontalmente a sinistra o a destra, mantenendosi in posizione fissa.
- Utilizzata per seguire le azioni dei personaggi o per rivelare informazioni sull’ambiente circostante.
- Tilt:
- La macchina da presa si muove verso l’alto o verso il basso per catturare la verticalità del mondo del film.
- Può essere utilizzato per enfatizzare il dominio o la vulnerabilità di un personaggio.
- Zoom[4]:
- La lunghezza focale[5] della lente della macchina da presa viene modificata per ingrandire o rimpicciolire l’immagine.
- Utilizzato per rivelare dettagli specifici o per creare un effetto di suspense.
- Dolly Zoom[6] (o effetto Vertigo[6]):
- Camera Roll:
- La macchina da presa ruota sul suo asse lungo, mantenendo la direzione della lente.
- Utilizzato per enfatizzare momenti di panico o per sottolineare temi narrativi.
- Push In e Pull out (carrello in avvicinamento e in allontanamento):
- Tracking Shot (carrello o macchina a mano[10] che segue il soggetto):
- La macchina da presa si muove fisicamente attraverso una scena, seguendo un soggetto.
- Utilizzato per riprese lunghe che vogliono immergere il pubblico direttamente nella scena.
- Arc Shot (carrello ad arco o 360°):
- La macchina da presa orbita attorno a un soggetto, aggiungendo movimento dinamico anche quando i personaggi sono fermi.
- Ideale per momenti di intimità, panico o eroismo.
- Random shot (Macchina a mano):
- Comprende tremolio della macchina da presa, zoom incidentali o altri movimenti non controllati.
- Utilizzato per creare un’esperienza soggettiva o per conferire un aspetto documentaristico a una scena.
Ogni tipo di inquadratura[11] ha il suo scopo e il suo significato nel contesto della narrazione visiva, e la scelta del tipo di inquadratura dipende dalla storia che si vuole raccontare e dall’effetto desiderato sul pubblico.
Unità narrativa fondamentale del film che si svolge in un unico luogo e in un tempo continuo; ogni cambiamento di location o di tempo richiede la creazione di una nuova scena (e relativa intestazione).
Apparecchiatura utilizzata per registrare le immagini in un film o in una produzione video. Essa comprende il corpo principale della macchina, l'obiettivo, i meccanismi di registrazione e altri accessori necessari per catturare le immagini.
Un movimento della macchina da presa che ruota su se stessa, mantenendo il supporto fisso (solitamente un cavalletto), per esplorare un ambiente, seguire un soggetto o connettere elementi narrativi. Può essere orizzontale, verticale o obliqua, e il suo scopo è creare una visione d'insieme, descrivere uno spazio e guidare l'attenzione dello spettatore, influenzandone anche le emozioni tramite la velocità del movimento.
Un movimento ottico, e non fisico, ottenuto variando la lunghezza focale dell'obiettivo (teleobiettivo/grandangolo) durante la ripresa. A differenza del dolly, la macchina da presa rimane ferma. Uno zoom in (aumento della focale) ingrandisce un dettaglio, "schiacciando" i piani e isolando il soggetto dal contesto. Uno zoom out (riduzione della focale) rivela l'ambiente circostante. Se usato in modo brusco (snap zoom), può avere un forte impatto drammatico o comico.
La distanza, misurata in millimetri (mm), tra il centro ottico dell'obiettivo e il sensore della macchina da presa, quando l'obiettivo è messo a fuoco all'infinito. È il parametro che definisce l'angolo di campo e il livello di "ingrandimento": una lunghezza focale corta (es. 24mm) è un grandangolo (campo visivo ampio), mentre una lunga (es. 100mm) è un teleobiettivo (campo visivo stretto).
