5.4 Il Mockumentary: Definizione, Caratteristiche ed Esempi

di Giorgia Vinciguerra

Il mockumentary[1] (dall’inglese mock documentary, “falso documentario”), o falsumentario, è un genere audiovisivo che imita lo stile e le convenzioni del documentario per raccontare eventi immaginari. Adotta le tecniche tipiche del documentario tradizionale per conferire realismo a una descrizione di finzione.

Le sue caratteristiche principali includono:

  • Interviste a personaggi (fittizi o reali), che rafforzano il senso di autenticità.
  • Voice-over (narrazione fuori campo), che contribuisce a consolidare la credibilità del racconto.
  • Inserimento di immagini di repertorio o materiali d’archivio, talvolta manipolati per adattarsi alla storia.
  • Struttura apparentemente oggettiva, che cela l’intento satirico o critico dietro un’estetica documentaristica.
  • La recitazione è spesso naturale e spontanea, contribuendo all’illusione di realtà.

La storia e lo sviluppo del mockumentary risalgono agli anni Sessanta del XX secolo, evolvendosi dalle modalità della docufiction (misto di documentario e ricostruzione finzionale) e proliferando nel XXI secolo con contaminazioni metafilmiche.
Esempi significativi includono:

  • A Hard Day’s Night (1964): Adotta uno stile documentaristico per raccontare la vita dei Beatles.
  • Prendi i soldi e scappa (1969, Woody Allen): Narra le disavventure di un criminale in chiave parodica.
  • This Is Spinal Tap (1984): Una parodia iconica del mondo del rock e delle band metal.
  • Il cameraman e l’assassino (1992): Un mockumentary noir[3] che segue le gesta di un serial killer attraverso gli occhi di una troupe[4] televisiva.
  • Borat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan (2006): Un esempio di mockumentary satirico che utilizza interviste e interazioni con persone reali per criticare aspetti della società.
  • Cloverfield (2008): Un film che, pur non essendo un mockumentary puro, utilizza la tecnica del found footage (influenzata dal mockumentary) per raccontare un’invasione aliena da una prospettiva[2] soggettiva.
  • The Office (2001-2003, serie TV): Una serie che simula un documentario sulla vita d’ufficio, diventata un esempio celebre di mockumentary satirico.

I mockumentary possono essere classificati in diverse categorie:

  • Mockumentary satirico: Utilizza il linguaggio documentaristico per criticare eventi o figure reali (es. Bob Roberts).
  • Mockumentary critico: Mette in discussione il concetto stesso di verità nei media (es. Il cameraman e l’assassino).
  • Mockumentary ibrido: Mescola elementi reali e fittizi in modo tale da rendere difficile distinguerli.
Glossario
1. mockumentary.

Un mockumentary è un genere di film o serie TV che imita lo stile del documentario per raccontare storie immaginarie, spesso con un intento satirico, parodistico o di horror. Il termine nasce dalla fusione delle parole inglesi "mock" (falso, deridere) e "documentary". Questo genere usa tecniche documentaristiche come interviste, riprese "dal vivo" e voce fuori campo per far apparire autentica una realtà fittizia. 

2. prospettiva.

La rappresentazione della tridimensionalità (profondità) su un'immagine bidimensionale. In cinematografia, si riferisce alla percezione della relazione spaziale tra gli oggetti e tra il soggetto e lo sfondo. La prospettiva non è determinata dalla lente, ma dalla distanza della camera dal soggetto. Le lenti (grandangolari o teleobiettivi) si limitano a "esagerare" o "comprimere" questa relazione.

3. noir.

Genere cinematografico, fiorito negli anni '40 e '50, definito da un'estetica visiva cupa e da temi pessimistici. Il film noir è l'esempio per eccellenza dell'illuminazione low-key, caratterizzato da ombre nette, contrasti estremi (chiaroscuro), silhouette e angolazioni di ripresa inusuali per creare un'atmosfera di ambiguità morale e pericolo.

4. troupe.

(Crew) L'insieme dei professionisti tecnici e artistici (esclusi gli attori, definiti "cast") che collaborano alla realizzazione del film, dal regista ai macchinisti, il cui lavoro è coordinato dalle indicazioni del piano di produzione e della sceneggiatura.

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