5.0 Dalle Origini al Mockumentary

di Giorgia Vinciguerra
5.0 Dalle Origini al Mockumentary

Il cinema del reale[2] ha radici nelle “vedute” dei Fratelli Lumière, che registravano la vita quotidiana (L’uscita dalle officine Lumière), in contrasto[9] con le fantasie di Méliès. Presto, il documentario fu usato per la propaganda in diversi Paesi, come da Dziga Vertov in URSS con il suo Kinopravda, o da Leni Riefenstahl in Germania. Tra i pionieri, John Grierson coniò il termine “documentary”, definendolo il “trattamento[6] creativo della realtà”, mentre Robert Flaherty (Nanook l’eschimese) è considerato il “padre del documentario” per il suo stile esplorativo.

Vittorio De Seta[11] e L’Evoluzione del Genere

In Italia, Vittorio De Seta fu una figura cruciale per il “cinema del reale” negli anni ’50. Il suo stile, radicato nell’osservazione sociale, usava un montaggio[10] ritmico e suoni diegetici (provenienti dalla scena[12]) senza voice-over, offrendo un’esperienza immersiva e autentica della vita di pescatori e minatori (Lu tempu di li pisci spata, Isole di fuoco).

L’evoluzione del genere ha visto diversi approcci: il Neorealismo[7] (Ladri di biciclette) rese la città protagonista, rompendo la distinzione tra sfondo e figura; il cinema sperimentale[1] (Ballet mécanique) abbandonò la narrazione per la forma e il ritmo; e il Direct Cinema[3] cercò un’osservazione oggettiva, in contrasto con il Cinema Verità[4], dove il cineasta interagiva per provocare la verità (Cronaca di un’estate). Questa evoluzione ha portato il cinema del reale a eliminare gli espedienti retorici, a preferire una narrazione meno strutturata e a rompere l’illusione filmica per ricondurre lo spettatore alla realtà.

Il Mockumentary[8]: Il Falso Documentario

Il mockumentary (falso documentario) è un genere audiovisivo che imita lo stile e le convenzioni del documentario per raccontare eventi di finzione. Per creare un’illusione di autenticità, utilizza tecniche come interviste a personaggi fittizi, voice-over e immagini d’archivio manipolate. La recitazione è spesso naturale e spontanea, e lo scopo è sovente satirico o critico, prendendo di mira figure o aspetti della società. Esempi celebri sono This Is Spinal Tap, Borat e la serie The Office. Questo genere si è affermato come una forma che gioca con il concetto di verità mediatica, offrendo un commento meta-cinematografico sulla realtà.

Glossario
1. cinema sperimentale.

Il cinema sperimentale è una vasta e sfuggente area cinematografica che si oppone alle convenzioni del cinema narrativo, esplorando nuovi linguaggi visivi e sonori attraverso l'uso di tecniche innovative e forme non lineari. Si caratterizza per l'autonomia espressiva dell'autore, il forte legame con altre arti come la pittura e la musica, e spesso l'assenza di sceneggiatura e interpreti tradizionali. Il suo intento principale è l'indagine estetica e concettuale, rompendo le aspettative del pubblico e uscendo dai circuiti commerciali e distributivi abituali. 

2. cinema del reale.

Il "cinema del reale" è un'accezione del cinema che si focalizza sul rapporto con la realtà, spesso come un'espressione del documentario contemporaneo, privilegiando una prospettiva più vicina all'approfondimento e alla registrazione del mondo. L'espressione può indicare un approccio più "spericolato" e informale, che mira a creare un legame diretto con il pubblico, ma anche un'associazione culturale e un festival dedicato alla diffusione di opere audiovisive che esplorano aspetti sociali, culturali e ambientali. 

3. direct cinema ( Direct Cinema )

Il Direct Cinema (o cinema diretto) è uno stile di filmmaking documentaristico, nato in Nord America negli anni '50-'60, che si concentra sulla cattura della realtà in modo non intrusivo e il più possibile fedele. Utilizza attrezzature leggere, telecamere a mano e suono sincrono per registrare eventi naturali senza manipolazione o interferenze del regista, adottando un approccio osservativo e lasciando che il pubblico formuli le proprie conclusioni. 

4. cinema verità ( Cinema Verità )

Il Cinema Verità (o cinéma-vérité) è uno stile di ripresa documentaristica che si propone di rivelare la realtà "vera" attraverso un approccio diretto e autentico, combinando la spontaneità del soggetto con la necessità di registrare la realtà più fedelmente possibile. Il termine, coniato dal sociologo francese Edgar Morin, è ispirato alle teorie di Dziga Vertov e fu reso celebre dal film Chronique d'un été (1960).

5. sceneggiatura ( Sceneggiatura )

La sceneggiatura è il progetto scritto e strutturato di un film, che contiene le descrizioni di ogni scena, i dialoghi, le azioni dei personaggi e le indicazioni visive e sonore, fungendo da "film su carta". Essa costituisce il primo passo fondamentale per la realizzazione di qualsiasi opera cinematografica, televisiva o di videogiochi, guidando registi, attori e troupe nella trasformazione di un'idea in un prodotto visibile. 

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