Il diagramma polare è un grafico che mostra da quali direzioni un microfono capta il suono e con quale intensità. Immaginando il microfono al centro di un cerchio: il diagramma rappresenta come il microfono “ascolta” tutto ciò che lo circonda, da 0° (davanti) a 360° (dietro).
Utile per capire dove posizionare il microfono per ottenere il suono più pulito possibile, evitando rumori indesiderati provenienti da direzioni non volute (come riflessi, eco o pubblico).
I principali tipi di diagramma polare sono:
- Omnidirezionale (cerchio completo)
- Capta il suono da tutte le direzioni in modo uniforme.
- Ideale in spazi piccoli o quando serve un suono naturale e ambientale.
- Svantaggio: raccoglie anche rumori indesiderati.
- Cardioide (a forma di cuore)
- Capta il suono davanti al microfono e attenua quello dietro.
- È lo schema più comune sul set: perfetto per dialoghi e interviste.
- Supercardioide / Ipercardioide
- Bidirezionale (a “8”)
- Capta davanti e dietro, ma non dai lati.
- Usato per tecniche di registrazione stereo come il mid-side (MS).
I diagrammi polari sono la “mappa dell’udito” del microfono: spiegano da dove sente e quanto sente. Conoscerli permette al microfonista[1] di leggere lo spazio come un operatore visivo legge la luce — scegliendo l’angolazione perfetta per un suono chiaro, coerente e controllato.
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(o Boom Operator) Tecnico specializzato responsabile della gestione fisica e del posizionamento del microfono a giraffa (boom). La sua abilità consiste nel mantenere il microfono il più vicino possibile alla fonte sonora (sweet spot) senza entrare nell'inquadratura (rispettando la frame line) e senza proiettare ombre, richiedendo una coordinazione millimetrica con l'operatore di macchina e il reparto luci.
Processo di post-produzione in cui le singole inquadrature (shot) girate sul set vengono selezionate, tagliate e ordinate in una sequenza specifica per costruire le scene e narrare la storia. Il montaggio definisce il ritmo, la continuità e la struttura narrativa del film.
Il boom o microfono a giraffa è in realtà un'asta microfonica con un braccio lungo e snodato che termina con un microfono. Chiamata così per la sua somiglianza con il collo di una giraffa, questa attrezzatura viene usata nel cinema, nella televisione e in ambito live per posizionare il microfono in modo flessibile e preciso, ad esempio sopra gli attori o gli strumenti sul palco, garantendo una cattura audio ottimale e una maggiore libertà di movimento agli operatori.





